UNA GIORNATA PER...
GLI EFFETTI DELLA GLOBALIZZAZIONE

«VIVERSANI E BELLI» INTERVISTA NICOLA FERRIGNI

Nel numero in edicola l’8 giugno, il settimanale «Viversani e belli» dedica un approfondimento al tema delle “giornate del”, cresciute esponenzialmente nel corso del tempo al punto che oggi se ne contano quasi 200, sovente dedicate a fenomeni tra loro assai diversi, dall’ambiente alla televisione, dalla pizza al bacio, dalle foibe al ricordo. Su questo tema il giornalista Tiziano Zaccaria ha intervistato il direttore di Link LAB Nicola Ferrigni.

 

Le tante “giornate dedicate” create negli ultimi anni sono anche la conseguenza della globalizzazione?

In parte sì, se per globalizzazione intendiamo gli effetti che da essa ne derivano sul piano culturale e la straordinaria velocita con cui circolano e si propagano le idee in quel magico incontro tra locale e globale. Ma credo che l’intensificazione delle “date dedicate” derivi molto dall’elevato desiderio di auto-espressione che caratterizza il nostro tempo per cui è nobile la giornata mondiale della Terra ma lo diventa altrettanto – in una visione quasi “privata” della società – quella dedicata al rinoceronte (22 settembre) o alla pizza (17 gennaio) ma finanche quella dedicata alle emoji (2 luglio).

Qual è la loro effettiva utilità, dal punto di vista sociale?

Dipende da cosa ci si aspetta. Se l’obiettivo è quello di sensibilizzare la società ad alcuni tematiche forse, ma sottolineo con grande enfasi quel “forse”, qualche utilità ci potrebbe anche essere. Se l’obiettivo è quello di cambiare concretamente qualcosa rispetto al tema a cui una tale data è dedicata, il mio scetticismo è ancora più accentuato. Certo, ogni caso è a sé. Una giornata per esempio dedicata al Ricordo – come avviene in Italia – per i martiri delle foibe (il 10 febbraio) assume un grosso significato culturale, perché rappresenta la presa di coscienza di un intero Paese affinché non vi siano mai più atrocità simili. Ma al di là di ciò, non intravedo particolari forme di effettiva utilità.

Non c’è il rischio che si dequalifichino un po’ tutte?

Sì, credo che il processo sia ormai avviato. Tra l’altro, sono convinto che la stragrande maggioranza delle “date dedicate” sia tutto sommato poco nota alla maggior parte delle persone. Siamo tutti quotidianamente tempestati da informazioni, che non riusciamo neanche più a ricordarci il giorno del compleanno di un nostro congiunto, come si fa a prestare attenzione a un ulteriore calendario con date sempre più numerose?