IL GIORNALISMO SPORTIVO E IL TEMA DEL DOPING
IL CASO LANCE ARMSTRONG

2014

Il dibattito sul tema del doping occupa un ruolo centrale nell’informazione sportiva, complice la diffusione di un fenomeno in molteplici e diverse disciplina sportive, in cima alla cui lista svetta, ormai da tempo, il ciclismo. Negli ultimi due decenni, in particolare, all’espansione a macchia d’olio del doping nel mondo delle due ruote è corrisposta una sempre più pervasiva presenza di questo topic nel coverage giornalistico, anche a causa del diretto coinvolgimento di uno degli atleti più carismatici e vincenti della storia di questo sport: il ciclista texano Lance Armstrong, che del doping nelle due ruote costituisce senza dubbio il caso più eclatante e significativo.

Tra i diversi effetti collaterali conseguenza di una presenza sempre più pervasiva del tema del doping nel racconto giornalistico del ciclismo, il caso Armstrong ha contribuito a far emergere con forza il problema della gestione del dubbio da parte dei giornalisti. Ed è proprio su questo aspetto che si focalizza la ricerca diretta e realizzata da Marica Spalletta in collaborazione con Lorenzo Ugolini. Attraverso una media content analysis, la ricerca esamina il coverage che due diverse testate giornalistiche italiane («Corriere della Sera» e «la Repubblica») hanno dedicato al caso Armstrong dall’apparizione del ciclista texano sulla scena internazionale (1992) fino alla sua radiazione per doping (2013), focalizzando in particolare l’attenzione sull’atteggiamento dei giornalisti nel passaggio dal sospetto del doping alla prova dello stesso.

Dalla ricerca emerge un’evoluzione nella rappresentazione giornalistica del ciclista texano, che assume diverse connotazioni a seconda delle scelte editoriali delle singole testate: per il «Corriere della Sera», infatti, Armstrong è dapprima il bravo ragazzo, poi un campione troppo forte per essere vero, infine il grande accusatore/la vittima; per «la Repubblica», invece, egli è dapprima il giovane talento, poi l’eroe invincibile, infine il padrino dopato.

È altresì interessante notare come, nel momento in cui inizia a serpeggiare il sospetto che Armstrong non sia estraneo alle pratiche di doping (ma che anzi ne possa essere uno dei massimi interpreti), emergano le più significative differenze tra le due testate analizzate, che a loro volta riflettono un diverso atteggiamento del giornalista nella gestione del dubbio: se il «Corriere della Sera» privilegia infatti uno stile narrativo ispirato a maggiore oggettività e distacco nel raccontare what happened, i giornalisti de «la Repubblica» si affidano invece a uno stile più soggettivo, in cui il racconto dei fatti è propedeutico a spiegare what it means (o quanto meno la loro personale interpretazione).

DIRETTORE SCIENTIFICO:

Marica Spalletta

PROMOTER:

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