IL COVERAGE GIORNALISTICO
DEI GIOCHI OLIMPICI INVERNALI DI SOCHI 2014

2015

Sin dalla prima edizione (1896), i Giochi Olimpici moderni hanno rappresentato il più importante e ambito evento sportivo, e non soltanto dal punto di vista agonistico, quanto piuttosto perché essi sono apparsi fin da subito capaci di attrarre l’attenzione di un ampio pubblico e nel contempo di “rompere” le routine quotidiane con la loro festività. Proprio per questi motivi, Dayan e Katz considerano le Olimpiadi certamente come un evento sportivo, ma anche come una cerimonia di media, che diventa tale in ragione del live broadcasting televisivo.

La ricerca – diretta e realizzata da Marica Spalletta in collaborazione con Lorenzo Ugolini – si propone di comprendere se e come i Giochi Olimpici mantengano il proprio rango di “media event” nel passaggio tra il live brodcasting e il loro racconto sui news media a stampa. A tal fine, la ricerca esamina il coverage giornalistico che due importanti quotidiani italiani, generalista l’uno («Corriere della Sera»), specialistico l’altro («La Gazzetta dello Sport»), hanno riservato ai Giochi Olimpici invernali di Sochi 2014.

Dalla ricerca emerge come la rappresentazione giornalistica delle Olimpiadi invernali 2014 non prescinda dalle caratteristiche tipiche del giornalismo sportivo attuale, ovvero l’ibridazione dei generi, la mediatizzazione di forme e contenuti e, nel complesso, un racconto fortemente popolarizzato. Se da un lato Sochi 2014 ha dunque rappresentato un momento di rottura delle tradizionali routine narrative – e questo proprio in ragione di un coverage giornalistico fortemente ibridizzato – questa edizione dei Giochi olimpici non ha tuttavia pienamente acquisito il rango di evento mediatico, e questo in ragione di uno scarso livello di mediatizzazione e popolarizzazione dell’evento, e di conseguenza del suo racconto.

DIRETTORE SCIENTIFICO:

Marica Spalletta

PROMOTER:

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