Il nuovo modello organizzativo dell’Olimpico: il parere del tifoso

 

La ricerca Il nuovo modello organizzativo dell’Olimpico: il parere del tifoso è stata realizzata da Nicola Ferrigni (direttore di Link LAB) in collaborazione con le psicologhe della Questura di Roma, Rita Staccone e Ludovica Moschini, e con Sapienza-Università di Roma. La ricerca si è posta come obiettivo quello di indagare l’opinione e i giudizi sul nuovo modello organizzativo dello Stadio Olimpico di Roma.

I risultati sono stati presentati il giorno 16 maggio 2016 nel corso del convegno La legalità rompe le barriere, cui hanno partecipato le Istituzioni governative, il mondo dello sport, autorità e rappresentanti accademici e del giornalismo sportivo, tra cui il Questore di Roma Nicolò D’Angelo, il Capo di Gabinetto della Questura, il Prefetto Franco Gabrielli, il Magnifico Rettore prof. Eugenio Gaudio, l’allenatore dell’A.S. Roma Luciano Spalletti e quello della S.S. Lazio Simone Inzaghi. A moderare l'evento il giornalista sportivo Marino Bartoletti.

 

RISULTATI DELLA RICERCA

La ricerca ha coinvolto complessivamente 3.993 spettatori intervistati in occasione delle seguenti partite:

NUOVO MODELLO ORGANIZZATIVO DELL'OLIMPICO-maggio-02

I questionari sono stati distribuiti all’ingresso dello stadio, in particolare nei settori: Curva (43,9%), Tribuna Tevere (34,4%) e Tribuna Monte Mario (21,7%). Per la rilevazione è stato utilizzato un questionario semi-strutturato ad alternative fisse predeterminate e auto-compilabile in modalità anonima. 

Si è registrata una partecipazione corale – e molto spesso spontanea – alla ricerca che, se da un lato evidenzia una notevole sensibilità alla scottante tematica, dall’altro lato esprime il bisogno, da parte della tifoseria, di dialogo e confronto con società e Istituzioni.

Rassicurante il livello di sicurezza percepita. Il primo significativo risultato che emerge dalla ricerca riguarda la percezione della sicurezza. A differenza di chi non frequenta lo stadio, il livello di percezione da parte dei tifosi che si recano allo stadio è decisamente elevato: nel complesso infatti, il 74,5% degli intervistati si dichiara “abbastanza” (48,9%) e “molto” (25,6%) sicuro all’Olimpico, a fronte del 7,2% che non si sente affatto sicuro. Pari al 12,5% la percentuale di coloro i quali affermano di sentirsi “poco” sicuri. Questo dato conferma che esiste oggi una forte discrasia tra la sicurezza percepita da chi effettivamente frequenta lo stadio (dunque, una “sicurezza reale”) e la sicurezza che invece tende a essere associata allo stadio nel dibattito pubblico e/o nel sentire comune (una sicurezza che, al contrario, sovente si basa su luoghi comuni piuttosto che su una reale conoscenza della situazione).

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Al di là della prima impressione. Preso atto che la quasi totalità dei tifosi intervistati (90,3%) si dichiara a conoscenza dell’ordinanza relativa all’installazione delle barriere all’interno delle curve, la ricerca ha inteso innanzitutto misurare il grado di accordo nei confronti di tale provvedimento che raccoglie i pareri sfavorevoli del ben 64,9% del campione. Ma se ci si sofferma con più attenzione sulle percentuali e se si effettua la dovuta “tara” (in primis il fatto che la ricerca è stata realizzata in un periodo di piena contestazione), è alquanto significativo notare che nel complesso il 15,4% dei tifosi si schiera a favore del provvedimento (il 9% condividendolo “abbastanza” e il 6,4% dichiarandosi totalmente a favore). Vi è inoltre il 14,8% del campione che non si è schierato totalmente a sfavore del provvedimento anche se ne è “poco” d’accordo.

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A fronte, dunque, di una maggioranza che si dichiara contraria al provvedimento (pur con le differenze evidenziate), a nostro avviso è interessante soffermarsi su quel complessivo 30,2% che, invece, non esprime un atteggiamento di totale chiusura. Rispetto infatti a una “maggioranza rumorosa” (64,9%) che manifesta una posizione di opposizione al provvedimento, c’è una “minoranza silenziosa” (ma non per questo meno importante) che vorrebbe uno stadio diverso. Una minoranza che auspica un miglioramento della struttura finalizzato a risolvere quelle criticità che mettono a rischio la sua stessa incolumità (sovraffollamento, ecc.).

Una minoranza, infine, che vede nel provvedimento un importante segnale di cambiamento, nella speranza di poter porre fine a quel tradizionale processo che confonde la parte (incivile) per il tutto. Una “minoranza silenziosa” oggi, ma potenzialmente candidata a diventare maggioranza un domani.

«È necessario un cambiamento culturale negli stadi – afferma Nicola Ferrigni, direttore della ricerca – per agire sul problema della violenza dei tifosi. In questo senso, il provvedimento della Questura di Roma e relativa all’installazione di barriere all’interno degli stadi e soprattutto delle Curve, rappresenta un’iniziativa tutt’altro che miope. Le barriere diventano infatti l’ariete per abbattere i vecchi muri degli ultras violenti, incontrando in questo modo, così come la ricerca contribuisce a mettere in luce, le esigenze di quella maggioranza silenziosa di tifosi che per troppo tempo è stata compressa dall’atteggiamento prepotente e dominante di una minoranza rumorosa e della quale oggi vuole prenderne il posto, sostituendo le “vecchie facce” con volti nuovi, realmente appassionati dello sport e della propria squadra al di là di ogni interessata e inquinata trattativa. Si tratta di una rivoluzione culturale che potrebbe fare dell’Olimpico di Roma il rottamatore di quel sistema legato ad individui che del tifo ne hanno fatto una fonte di reddito illegale»

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