Gli inafferrabili. 1° Rapporto dell’Osservatorio Generazione Proteo

 

Mutevole, distante dalla politica tradizionale, con un grande senso di sfiducia nei confronti dell’attuale classe politica, ma capace di continue trasformazioni e adattamenti. È questa la Generazione Proteo, la generazione dei giovani che emerge dal rapporto di ricerca realizzato dall’omonimo Osservatorio della Link Campus University. Un importante lavoro di ricerca che ha voluto raccontare e descrivere il nuovo universo giovanile alla luce del suo rapporto con il sistema politico, della fiducia nelle Istituzioni, dell’impegno civile e sociale, delle aspettative universitarie e professionali, delle paure e speranze per il futuro.

«La ricerca – dichiara il direttore Nicola Ferrigniche ha coinvolto circa 1.200 studenti di età compresa tra i 17 e 20 anni, ricostruisce la relazione tra i giovani e il sistema politico e istituzionale e descrive le modalità di partecipazione alla vita sociale del Paese. Essa mostra, parla e racconta dei giovani “Proteo”, inafferrabili, multiformi, sfuggevoli, rapidi nel cambiamento. Una generazione quasi inafferrabile, misteriosa, difficile da leggere e da raccontare».

L’indagine offre una visuale ad ampio spettro sul rapporto tra i giovani e la politica, e in particolare sulla partecipazione, con riferimento a tutte le dimensioni che la compongono, da quelle tradizionali a quelle più recenti: dalle manifestazioni alle discussioni su blog e social network, dall’impegno concreto nelle associazioni ai flashmob di protesta. Giudizi e fiducia nelle Istituzioni hanno rappresentato il termometro per misurare la credibilità del sistema politico agli occhi dei giovani; la riconoscibilità di partiti, sindacati e personaggi del mondo politico il metro per stimarne l’effettiva distanza. A fare da sfondo i desideri e le aspettative, di vita e lavorative, nonché le ansie e le paure per il futuro.

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«Ciò che i dati rilevano – prosegue Ferrigni – è l’effettiva distanza dei giovani dalla politica tradizionale che ha però spianato la strada ad altre e più innovative forme di partecipazione, forse più inclusive e capaci di rispondere alle trasformazioni sociali. La “Generazione Proteo” – continua il direttore dell’Osservatorio – lontana da facili interpretazioni e valutazioni, muta nelle sue sembianze così come nelle modalità di relazione e partecipazione politica».

La distanza dalle forme di partecipazione riconducibili alla politica tradizionale non affonda la voglia e la forza dei giovani di far sentire la propria voce e il proprio dissenso attraverso nuove modalità, come quelle offerte dal web (blog, social network, ecc.), e neonate forme di protesta come i flashmob. Il voto, invece, resta per i giovani un punto fermo per la partecipazione alla vita politica e sociale del Pese e per poter contribuire al cambiamento.

«Proteo – conclude il direttore – la generazione dei diciottenni e dei ventenni di oggi, non si lascia afferrare da un paradigma unitario e stabile. In fondo, il mondo che noi adulti stiamo consegnando a Proteo non è poi così dissimile da quel mondo pieno di macerie che ci consegnò il Secondo conflitto mondiale. Solo che le macerie sono diverse. Basterebbe semplicemente che aprissimo le orecchie alle loro richieste, perché mai come oggi un giovane è stato tanto privato della speranza e del futuro».

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