05
OTT
2016

Il Caucaso meridionale. Processi politici e attori di un’area strategica

È da qualche giorno disponibile in libreria Il Caucaso meridionale. Processi politici e attori di un’area strategica, volume curato da Gabriele Natalizia, ricercatore di Scienza politica all’Università degli Studi Link Campus University di Roma, ed edito da Aracne.

Il volume studia il complesso fenomeno delle relazioni internazionali focalizzando l’attenzione sul gioco di potenza nel Caucaso meridionale, che rappresenta uno dei principali rompicapi geopolitici del sistema internazionale sorto alla fine Guerra fredda. All’indomani dell’implosione dell’URSS l’area è stata infatti riscoperta per il suo tradizionale valore strategico, costituendo il punto di raccordo tra Spazio post-sovietico, Europa e Medio Oriente. Per tale ragione le crisi che hanno colpito Armenia, Azerbaigian e Georgia sono state seguite da una rapida internazionalizzazione, che ha contributo a impedirne la risoluzione. Il Caucaso meridionale è così tornato a rappresentare uno dei principali teatri di confronto tra Stati Uniti e Russia, al cui interno si sono innestate anche le ambizioni di Turchia e Iran. Pertanto, nel lavoro di ricostruzione dei processi politici e dei rapporti di potere tra gli attori che operano nell’area, l’approccio adottato dal gruppo di ricerca coordinato da Gabriele Natalizia è coinciso con il superamento della tradizionale distinzione esterno/interno. In tutti i capitoli emerge chiaramente la profonda e continua interazione tra la sfera politica internazionale e la sfera politica domestica che, mai come in questo caso, si compenetrano tanto profondamente da rendere inefficace qualsiasi sforzo interpretativo inteso a studiarle separatamente.

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