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GIU
2016

Brexit: giovani Proteo europeisti a metà

(Roma, 24 giugno 2016). Sono il 62% i giovani 17-19enni italiani che dichiarano di sentirsi cittadini europei, ma solo un ragazzo su 2 (52%) crede che l’appartenenza all’Unione Europea rappresenti un vantaggio per l’Italia. Europeisti per senso di appartenenza, ma delusi dalla partecipazione italiana all’UE, gli studenti italiani esprimono una posizione più critica dei coetanei britannici, che in 3 casi su 4 si sono schierati contro la Brexit (fonte YouGov). Non è un caso infatti che, per il 35,7% dei 30mila studenti del 4° e 5° anno delle scuole superiori intervistati dall’Osservatorio Generazione Proteo della Link Campus University, essere cittadini europei si identifichi con la costruzione di una cultura condivisa, più che una comune visione politica ed economica (21,6%). E se il 55,7% si dichiara molto o abbastanza d’accordo sulla necessità del fronte comunitario per la crescita economica del nostro Paese, rappresentano ben il 73,1% quelli che non credono che la politica economica europea abbia migliorato lo standard di vita degli italiani. Forte è anche la critica agli equilibri tra Paesi all’interno dell’Unione: «La stragrande maggioranza dei giovani italiani (81,1%) – rileva Nicola Ferrigni, direttore dell’Osservatorio Generazione Proteo e docente di Sociologia politica alla Link Campus University – ritiene che l’Italia non abbia un peso notevole nelle decisioni politiche dell’Unione europea e che solo i Paesi più forti, quali Germania e Francia, riescono a trarre vantaggio dall’Unione europea (70,1%)».

Brexit cittadini europei

 

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